imitrofo alla città di Orvieto, è il convento di San Lorenzo in Vigne (o “in vineis”); narra Benventuto Bazzocchini: «Sopra un colle, a tre quarti di miglio dalla città di Orvieto, verso levante, sorge un convento che ha il nome di San Lorenzo Martire, a causa di un’antichissima chiesa a questo santo dedicata. Attorno alla chiesa fu edificato un monastero, ove andarono ad abitare nel 1232 le monache dette allora Damianite, dal convento di S. Damiano donde traevano origine, vivente tuttora S. Chiara loro fondatrice. Dopo il ritiro delle monache entro le mura della città, il monastero venne per alcun tempo nelle mani dei Conventuali, e da questi nuovamente abbandonato, fu ceduto nel 1666 ai religiosi della nostra Provincia (Riformati), i quali dovettero riedificarlo quasi dalle fondamenta. Presso il convento è una bellissima chiesa ottagonale, di stile corintio, a tre facciate, costruita sull’antica verso l’anno 1555, nella quale sono seppelliti i Venerabili corpi di Fra Martino Aquilano, della Ven. Michelina Girolami, terziaria francescana, e del Ven. P. Pier Domenico da Orvieto.
Entro le mura della città i nostri religiosi possedevano il grande e bello Ospizio di S. Anna, che era un vero convento formato da due dormitorii, ove abitarono in alcun tempo dodici e quindici religiosi. L’ospizio era dotato di una cappella e di una piccola farmacia, essendo il luogo destinato più che altro a infermeria del vicino convento di S. Lorenzo, ove erano frequenti le febbri malariche. Nella cappella sono seppelliti i corpi di Fra Ginepro da S. Vito e fra Spiridione da Ficulle, laici della nostra Provincia, morti in odore di santità. Il convento e l’Ospizio di Orvieto furono abbandonati nel 1866; ed ora presso il convento di S. Lorenzo in Vigne è il pubblico cimitero» (B. Bazzocchini, Cronaca della Prov. Serafica di S. Chiara d’Assisi, Firenze 1921).
Paolo Rossi
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